Genova – Nel segreto dei lussuosi palazzi dei Rolli, oltre alle tele di Van Dyck, si sono intrecciati anche colossali intrighi internazionali. Come quello che portato la Genova del Seicento al centro di uno dei più giganteschi traffici di armi – e scandali – della storia del continente europeo.
All’epoca della sanguinosa Guerra dei Trent’anni (1618-1648) la città garantì alle grandi potenze europee coinvolte la liquidità per armarsi e combattere, senza badare agli schieramenti d’appartenenza. O ai diktat della Chiesa che vietava il commercio con i nemici calvinisti olandesi e i luterani tedeschi.
È questo lo sfondo in cui sono ambientati due romanzi storici, “Imprimatur” e “Unicum Opus”, in uscita per Rizzoli rispettivamente il 31 marzo e il 7 aprile. Per la costruzione narrativa gli autori – Theodora Maria Sorti, Rita Monaldi e Francesco Sorti – hanno scavato a lungo negli archivi di tutta Europa, tra cui Genova, Amsterdam e Roma. Scoprendo, peraltro, documenti inediti, in grado di gettare luce sugli aspetti poco noti di questa storia di intrighi e tradimenti, che al tempo in cui si svolse, per ovvie ragioni di opportunità, era stata volutamente occultata.
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