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La firma del Re di Anthony Muroni: Sardegna, potere e un omaggio speciale

Anthony Muroni, La firma del Re: dettaglio della copertina

di Rita, Francesco e Theodora Maria · Chez Monaldi&Sorti

La firma del Re di Anthony Muroni racconta la Sardegna nel passaggio d’epoca. Ci sono romanzi storici che usano il passato come scenografia e altri che cercano invece di entrare nei suoi meccanismi minuti: proprietà, famiglie, debiti, gerarchie sociali, amministrazione, rapporti fra Chiesa e potere civile. Il romanzo di Muroni appartiene decisamente alla seconda categoria.

Tresnuraghes e la Sardegna che cambia

Al centro del romanzo è Tresnuraghes nella Sardegna ottocentesca, osservata nel momento delicato in cui il vecchio ordine ancora resiste ma già comincia a incrinarsi. La morte di donna Minnia Sulas e le contese ereditarie che ne seguono aprono lo spazio all’ascesa di don Battista De Schreiber, nobile genovese animato da un’idea insieme moderna e autoritaria dell’amministrazione.

Intorno a lui si dispone una società fatta di notabili, ecclesiastici, contadini, scrivani, famiglie rivali e piccoli poteri locali. È proprio questa trama sociale a costituire uno dei maggiori pregi del libro.

Muroni conosce bene la materia che racconta. Si avverte il gusto per il documento, per la storia locale, per i nomi, i luoghi, le genealogie e gli strumenti concreti attraverso i quali nell’Ottocento si esercitava il potere: non soltanto le cariche pubbliche, ma i censi, le proprietà, i prestiti, le parentele, le confraternite, l’accesso alla scrittura e agli uffici.

L’autore stesso dichiara di voler intrecciare personaggi reali e immaginari per raccontare una Sardegna attraversata dalla difficile transizione tra mondo feudale e modernità.

La firma del Re: proprietà, debiti e potere

Ne risulta un romanzo generoso, molto ricco di materia, nel quale la Planargia non è uno sfondo pittoresco ma un piccolo laboratorio politico. Particolarmente riuscita è la figura di Giovanni Antonio Piredda, lo scrivano che osserva il potere dall’interno e progressivamente impara a giudicarlo: un personaggio che consente al racconto di non risolversi nella semplice contrapposizione fra buoni e cattivi.

La scrittura di Muroni predilige l’ampiezza, l’immagine evidente, il chiaroscuro marcato, l’insistenza “procace” sulle metafore e sulle spiegazioni psicologiche; possiede una sicura capacità di costruire scene e di far vedere al lettore gli ambienti. Nel funerale di donna Minnia, una delle prime grandi scene del romanzo, incontriamo anche un richiamo letterario che ci è particolarmente caro.

Un omaggio speciale nella Firma del Re

Due anni fa Anthony Muroni ci aveva infatti preannunciato che avrebbe citato, in quella sequenza, il funerale con cui si apre il nostro Veritas. Un piccolo omaggio tra scrittori.

La parentela è riconoscibile e ci aveva fatto piacere allora come ci fa piacere ritrovarla oggi sulla pagina: l’espressione «fino al cuore del castrum doloris» e il richiamo all’«Obbedienza al Re» riprendono elementi della cerimonia funebre di Atto Melani nel nostro romanzo.

Da I Viceré agli archivi ritrovati di Atto Melani

Noi, dal canto nostro, in quella scena funebre avevamo inserito omaggi al capolavoro di De Roberto, I Viceré, che nel 2005 avevamo fatto tradurre e pubblicare in Olanda con grande successo dalla stessa casa editrice dei nostri libri.

Riprendevamo da De Roberto la descrizione del catafalco, gli angeli inginocchiati su una sola gamba e altri particolari dell’apparato funebre: i lettori olandesi li ritrovarono dunque in Veritas nel 2006, avendoli appena lasciati nei Viceré.

All’epoca non avevamo ancora reperito le testimonianze sulle esequie storiche dell’abate Melani. Le abbiamo ritrovate insieme al suo archivio perduto, a Livorno, esattamente un anno fa.

Quelle testimonianze, oltre 3.300 lettere e altri 28 volumi scoperti da nostra figlia all’Archivio di Stato di Firenze nel giugno scorso hanno arricchito la nuova edizione di Veritas.

Il nuovo Veritas è uscito proprio oggi, 4 novembre 2026, in Francia, presso Nouveau Monde Éditions. In Italia l’edizione Rizzoli BUR è prevista a settembre 2027. Per le edizioni francesi della saga, si può consultare anche la pagina in francese.

La grande storia dentro una comunità periferica

Aveva ragione Eco: «I libri parlano sempre di altri libri». La firma del Re ha il pregio di essersi saputo inserire in questa piccola staffetta della letteratura e soprattutto il merito, non piccolo, di riportare la grande storia dentro una comunità periferica. Mostra quanto le trasformazioni legislative e politiche dell’Ottocento diventassero, nella vita concreta, questioni di terra, pane, prestigio, paura e sopravvivenza.

Il libro ha sostanza, curiosità storica e soprattutto un luogo da raccontare. E quando un romanzo riesce a restituire a una comunità una parte dimenticata della propria storia, ha già assolto a una funzione difficile e fondamentale.

Copertina di La firma del Re di Anthony Muroni

Il libro: Anthony Muroni, La firma del Re, Arkadia, collana Eclypse, 2026. ISBN 9788868516406. Scheda sul sito dell’editore · Acquista su libreriauniversitaria.it.

Per altre letture: la guida a Chez Monaldi&Sorti, gli articoli sul romanzo storico e l’ordine di lettura della saga di Atto Melani.


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