Federica Nardo è avvocato italo-francese e scrittrice siciliana. Originaria di Avola e cresciuta tra Pachino e Catania, si è formata tra Italia e Francia, studiando Giurisprudenza all’Università di Firenze e alla Sorbona di Parigi. Appassionata di storia napoleonica, è autrice dei romanzi storici Neve, Mare e Vento, riuniti nella Saga delle Stagioni dell’Impero, in cui racconta il volto più umano, intimo e sentimentale di Napoleone Bonaparte.
Qui di seguito potete trovare la trascrizione della sua recensione pubblicata sul suo account Instagram (nome: cleostadio) su Unicum, il primo dei due romanzi del volume bifronte Unicum Opus:
«Vi piacerebbe leggere dei thriller storici talmente ben scritti e talmente tanto ben documentati da essere stati per lungo tempo boicottati dall’editoria italiana per paura della censura vaticana? Se siete alla ricerca di scandali, intrighi ed eventi che hanno cambiato il corso della storia e che per troppo tempo sono stati nascosti e volete riscoprirli grazie a una bella lettura, beh, siete nel posto giusto, perché oggi parliamo della saga di Imprimatur di Monaldi e Sorti e in particolare parliamo della loro ultima creatura, ossia Unicum. La prima cosa da sapere è che si tratta di un’eptalogia, ossia una serie di sette libri e raccontano tutti fatti realmente accaduti e meticolosamente documentati. Questi testi sono assolutamente particolari, quasi un caso unico nel mercato editoriale italiano e il primo indizio sulla natura misteriosa, intrigante e fuori dal comune dei loro scritti ce la danno direttamente gli autori attraverso i titoli delle loro opere, che messi insieme formano una sentenza latina che dice: “Imprimatur Secretum Veritas Mysterium Dissimulatio Unicum Opus.” Ossia: “Si stampi pure ogni segreto, la verità resta un mistero. Unica impresa: la dissimulazione.”
Già così la cosa si fa interessante, ma vi do un’altra notizia: il primo volume della saga, Imprimatur, che poi dà un po’ il nome a tutta la serie, per ben 13 anni non venne più stampato in Italia. Questo perché ci fu, a quanto pare, un boicottaggio da parte delle case editrici su pressione del Vaticano, quindi il mistero s’infittisce.
Ma perché quindi la Chiesa si dovrebbe interessare a una serie di romanzi storici? Ebbene, ve lo svelo subito. Ebbene, gli autori nei loro scritti hanno riportato alla luce dei segreti che la Chiesa per lungo tempo aveva occultato. E l’hanno fatto grazie a un personaggio storico realmente esistito del quale hanno narrato la vita e le gesta, ossia Atto Melani.
Ma chi era Atto Melani? Ebbene, storicamente era un abate al servizio di Luigi XIV, il Re Sole, ma era anche una figura molto controversa e particolare. E i nostri autori hanno saputo ben tratteggiarlo all’interno delle loro opere, raffigurandolo non come un protagonista nel senso più classico del termine, ma come un’entità liminale. Sappiamo, infatti, che Atto Melani era un castrato, quindi non era né uomo né donna.
Era un diplomatico, per cui non era né un amico né un nemico, ed era una spia, quindi non era mai né sincero né mendace. E rappresenta appieno l’intelletto puro asservito al calcolo. In questi sette libri seguiamo quindi questo personaggio così particolare in varie fasi della sua vita.
Prima nella fase della maturità, della vecchiaia, e poi c’è un flashback alla sua giovinezza. Vi faccio un breve riassunto dei primi cinque libri. Se li avete letti, saltate pure.
In Imprimatur ci troviamo nel 1683, mentre l’esercito ottomano assedia Vienna. In quello stesso periodo, a Roma, una locanda viene messa in quarantena per una sospetta epidemia di peste. E tra gli ospiti c’è anche Atto Melani che inizia a indagare e scopre che non si tratta di peste, ma di avvelenamento. E oltre a questo inizia a indagare sui finanziamenti illeciti di Papa Innocenzo XI a Guglielmo d’Orange per detronizzare il cattolicissimo re d’Inghilterra.
Nel secondo volume, Secretum, facciamo un salto temporale: ci troviamo a Roma nel 1700 e Papa Innocenzo XII è in fin di vita. Inizia quindi a serpeggiare l’ipotesi di un imminente conclave e Atto Melani cercherà di muovere le fila della riunione dei porporati per decidere il nuovo pontefice. Tutta la trama ruota anche intorno al presunto e segreto testamento di Carlo II di Spagna, il cui contenuto potrebbe cambiare le sorti dell’Europa, ma anche cambiare gli esiti della guerra di secessione spagnola.
In Veritas ci troviamo nel 1711 a Vienna. In questo testo vengono analizzate le radici del conflitto tra Asburgo e Borbone e soprattutto viene spiegato come la pace di Utrecht venne stipulata sulle fondamenta degli inganni e su come Atto Melani in questo caso fu una figura fondamentale ma dimenticata dalla storia.
Con Misterium e Dissimulatio facciamo invece un salto indietro nel tempo perché sono dei prequel. I due testi coprono il periodo che va dal 1646 al 1648 ed esplorano la giovinezza di Atto Melani alla Corte di Francia svelando gli intrighi di Luigi XIV, di Mazzarino, Maria Mancini e di tutto ciò che portò alla pace di Westfalia.
Andiamo quindi a Unicum che ho appena finito di leggere, sesto e penultimo volume della saga. Davvero un’opera intellettuale di rara complessità, una cattedrale narrativa costruita su fondamenta documentali solidissime. Siamo a Roma nel 1670 e con la dipartita di Papa Clemente IX la cristianità si trova orfana del suo più alto rappresentante e il sacro collegio si chiuderà quindi in un conclave che passerà alla storia per la sua durata e le sue oscurità.
All’interno delle mura vaticane si consuma infatti durante quel conclave una serratissima lotta tra le fazioni cardinalizie francesi e spagnole. E non solo: in quel clima di grande tensione un misterioso e sacrilego attentato durante una messa in Santa Maria Maggiore e la sparizione di decine di fanciulli getteranno un’ombra sinistra sull’elezione del nuovo vicario di Cristo. Atto Melani si trova all’interno delle mura vaticane come conclavista e tenterà di influenzare la riunione dei porporati per conto del re di Francia ma si troverà invischiato in un unicum di eventi che rischiano di travolgere non solo le sue ambizioni ma anche la stabilità del soglio pontificio.
Questi fatti tuttavia non vengono raccontati in maniera diretta al lettore come avviene negli altri volumi ma vengono filtrati dalla rete del tempo. Ci vengono infatti raccontati a oltre 60 anni di distanza nel 1734 attraverso gli occhi di due guardarobiere e di un traduttore fiammingo arrivato nel castello di Chaux in Francia e questi tre improbabili personaggi diventano depositari di verità che il tempo appunto ha cercato di occultare.
Questa struttura stratigrafica, questo dialogo tra due secoli permette agli autori di commentare il declino del ‘600 barocco e di osservarlo attraverso la lente razionalista ma ancora intrisa di segreti del secolo successivo. L’Abate Melani in questo testo appare in tutto il suo fulgore e la sua capacità di leggere i moti d’animo dei cardinali riuniti in conclave è pari solo alla sua abilità di dissimulare i propri.
Attraverso l’Abate Melani gli autori esplorano la tragedia umana di individui che per servire il potere devono annullarsi, farsi ombra e rinunciare alla propria integrità e infatti l’avidità è il fulcro centrale di quest’opera e permea ogni pagina come un vapore venefico. Si parla di avidità di conoscenza, avidità di potere e avidità di vita.
La prosa di questo testo naturalmente è ricca, colta, affettata colma di termini desueti e letterari quindi se non siete abituati all’italiano aulico lasciate perdere anche perché la lettura di questi testi richiede un impegno quasi devozionale perché ogni descrizione, ogni dialogo è una vera e propria esegesi archivistica monumentale.
Il romanzo questo che ci insegna che la storia non è mai un capitolo chiuso non va a compartimenti stagna ma che è un unicum fluido dove le colpe del passato continuano a riverberare nel presente. E fatevelo dire: è un’opera imprescindibile per chi intende la letteratura come un atto di alta cultura e di indagine metafisica. Ho amato tantissimo questo testo così come il resto della saga e ho dato 5 stelle e non vedo l’ora di leggere Opus l’ultimo volume che andrà a concludere le vicende di Atto Melani. Naturalmente vi porterò la recensione.
Voi conoscevate Monaldi e Sorti? Avete letto la saga di Imprimatur? Vi incuriosisce? Fatevelo sapere nei commenti. Bene, per questa recensione è tutto. Per qualunque domanda o curiosità scrivetemi e se vi va seguite la mia vita da scrittrice e da lettrice.»
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