Più che Imprimatur , cioè «si stampi», è stato un caso di «Non imprimatur». Il romanzo (genere thriller storico), scritto dalla coppia di coniugi Rita Monaldi e Francesco Sorti , ha avuto una vicenda editoriale bizzarra, con un paio di risvolti misteriosi. Nel 2002 Imprimatur esce in Italia per Mondadori . È un libro corposo, un giallone ambientato nella Roma del 1683, dove l’abate Atto Melani (personaggio realmente esistito, ex cantante castrato ed emissario segreto del Re Sole) indaga su una morte avvenuta in una locanda. Barocco è il periodo storico, nell’arte, e barocco l’impianto del romanzo, che si sviluppa anche grazie a una ricerca documentaria imponente. Il libro va bene, arriva anche agli alti posti in classifica, poi all’improvviso sparisce dai radar. Non solo non viene ristampato, ma su di esso cala il silenzio: quasi nessuna recensione, nessun passaggio televisivo. Oggi il libro torna, in italiano, ristampato da Baldini&Castoldi… LEGGI LA RECENSIONE
Libero – 12/09/2015
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Igor Campagnola
15.12.2016 at 08:06
Sono un insegnante di lettere al liceo, dieci anni fa ho trovato divertentissimo e raffinato Imprimatur e pertanto l’ho consigliato ai miei studenti (quei pochi in grado di leggerlo e capirlo) ma il libro è sparito: l’Italia è ancora ferma al secolo decimosettimo e la longa manus di Santa Madre Chiesa Romana Apostolica si fa sentire più che mai. Oggi, dopo molto tempo, in libreria (Feltrinelli P.za Castello Torino) ho trovato un’unica copia di Veritas: il regalo di Natale per mia mamma, maestra in pensione e accanita lettrice, che tanto ha apprezzato Imprimatur. Ma i ragazzi italiani sono ancora in grado di comprendere testi di questo tipo? Io ho solo 37 anni ma mi sembra che gli adolescenti che ho di fronte parlino una lingua diversa e non capiscano più niente. Ha vinto la divina ignoranza?
FanClub
06.01.2017 at 08:06
Caro Igor,
ora per fortuna i libri di Monaldi & Sorti sono disponibili liberamente sul mercato.
Per quanto riguarda le tue considerazioni sugli adolescenti, non so che dirti.
Penso che non ci si debba arrendere. Io continuo imperterrito a consigliare i libri a tutti i miei amici che però sono sulla quarantina!
Constato tuttavia che la gente legge sempre meno. Peccato per loro!
Simone